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ConCORDE – Sulle ali della musica
Rassegna concertistica internazionale
di strumenti a corda

8ª edizione del festival
“NordSudEstOvest: Quanta Musica!”

9 maggio - 6 giugno 2008

PROGRAMMA

Venerdì 9 maggio – ore 21
PAGNACCO – Auditorium

KHUKH MONGOL (Mongolia)

L'ensemble Khukh Mongol proviene direttamente da Ulaanbaator, la capitale della Mongolia. Il nome del gruppo significa "Mongolia Blu", in quanto il cielo di questo paese per oltre 300 giorni l' anno offre ai propri abitanti un intenso e spettacolare colore blu. Il gruppo e' stato costituito nel maggio del 1997, proprio nella capitale, da musicisti professionisti.
La formazione esegue un repertorio molto interessante che spazia fra i canti e le danze tradizionali, la musica classica della Mongolia ed un apprezzabile etno-jazz. Gli artisti suonano, con costumi locali, strumenti tipici della mongolia costruiti artigianalmente, dal limbe (flauto particolare a tre note) allo yoochin (un salterio trapezoidale), dallo ikh hurr (un basso con due corde di crine) al morin khuur (un violino con corde di crine) e al tovshuur (una specie di liuto in pelle di serpente). L'altra grande peculiarità di questo straordinario gruppo è la tecnica vocale, detta khoomi, dal momento che il cantante riesce a far vibrare le corde vocali in modo da produrre due differenti suoni contemporaneamente. Interessanti anche i costumi nei quali il gruppo si esibisce, tutti in broccato dai colori brilanti e dagli stupendi disegni, secondo la tradizione mongola.

DASHTSEREN ERDENBOLD - limbe, percussioni, tovshuur, voce
PUREVDORJ NARANBAATAR - ikh hurr, canto khoomi
BAZARVAANI BAT-ORSHIKH - morin khuur, canto khoomi
DAVAAKHUU GANZORIG - yoochin, voce


Venerdì 16 maggio – ore 21
CORTALE (Reana del Rojale) – Sagrato Chiesa Parrocchiale
(in caso di maltempo Remugnano, Sala Consiliare del Municipio di Reana)

ANGEL DARIO GONZALES (Paraguay)

Proveniente da una famiglia di virtuosi d’arpa paraguayana, Gonzales si è avvicinato allo strumento sin da giovanissimo, divenendo in breve il più importante e rappresentativo artista del Paraguay in questo strumento, diffusissimo a quelle latitudini. Dotato di un virtuosismo eccezionale, divide la sua arte tra grandi festival internazionali e le speciali occasioni della vita quotidina (matrimoni, feste popolari e religiose). Il suo repertorio spazia fra i classici della tradizione sudamericana (particolarmente quella paraguayana ed andina), ma include anche composizioni originali ad essa ispirati, un repertorio (che ha anche fissato su disco) brillante e melodioso che sa conquistare qualsiasi pubblico.

ANGEL DARIO GONZALES – arpa paraguayana


Giovedì 22 maggio – ore 21
TEOR - Auditorium

DEOBRAT MISHRA
& MASSIMO GERMINI

(India-Italia)

Deobrat Mishra ha un ruolo eminente fra i giovani solisti di sitar indiani. Cresciuto nella tradizione Gharana di Benares, con suo padre, Pandit Shivnath, figura nota in tutto il mondo, ha studiato canto e sitar sin da quando aveva 5 anni e da sua madre, figlia del famoso musicista Baiju Mishra, ha imparato a suonare le tabla. Si è esibito per la prima volta a otto anni ottenendo un grande successo e l’incoraggiamento di eminenti musicisti. A undici anni ha eseguito un concerto presso la radio nazionale indiana ed ha poi suonato con moltissimi rinomati musicisti indiani. Nel 1995 è stato premiato come miglior suonatore di sitar dell’India. Nel 2000 ha ricevuto il premio SurMani (Gioiello del suono) a Mumbai, India. Ha suonato per la televisione italiana e dà spesso concerti con il padre in tutto il mondo per diffondere la musica classica indiana. Ha un’intensa attività didattica in tutt’Europa ed è invitato da diversi Conservatori italiani a sostenere workshop sulla musica classica indiana. In questa occasione si presenterà assieme a Massimo Germini, chitarrista classico ed acustico che suona anche il bouzouki, con cui tenne un bellissimo concerto al grande fstival chitarristico di Sarzana l’anno scorso.

DEOBRAT MISHRA – sitar
MASSIMO GERMINI – chitarra, bouzouki


Venerdì 30 maggio – ore 21.30
PASIAN DI PRATO - Auditorium

PATRICK VAILLANT QUINTET (Francia)

Mandolinista, cantante, arrangiatore e compositore. Vaillant esordisce nel ‘77 alla riscoperta del patrimonio musicale occitano con il gruppo Bachas, poi Bachas-Montjòia. Dall’85 decisiva la collaborazione con Riccardo Tesi e Jean Marie Carlotti, sfociata nel disco “Anita Anita”, che stabilisce una lunga complicità in duo con Tesi. Numerosi gli incontri e le esperienze nel decennio successivo con Gianluigi Trovesi, Barre Phillips, il mandolinista americano Mike Marschall e l’indiano U Srinivas. Nel ‘95 fonda il Melonius quartet, il primo quartetto moderno di mandolini in Francia. Dal 2000 ha collaborato con l’Orchestra Frizzante di Claude Barthélémy e Gérard Pansanel, lavorato con la cantante corsa Jacky Micaelli, il jazzista Gabriele Mirabassi. Ha suonato, inoltre, con l’organettista basco Kepa Junkera e il chitarrista bretone Roland Conq. Con il cantante occitano Benjamin Novarino Giana, lo sperimentatore chitarrista francese Serge Pesce ed il percussionista iraniano Bijan Chemirani, presenta ora il nuovo ed intrigante progetto discografico “Bastian contrari”, dalle tecniche ed arrangiamenti interessantissimi in cui si scoprono tracce malgasce, latine, sarde, balcaniche e, talvolta, qualche citazione classica, mentre la lingua francese e quella occitana si sfidano per tenere il centro della scena

PATRICK VAILLANT - mandolino elettrico
LAURENT VALETTE – armonica a bocca
SERGE PESCE – chitarra elaborata
JEAN-LOUIS RUF-COSTANZO - mandoloncello
JEAN-LUC DANNA - batteria


Venerdì 6 giugno – ore 21
ROSAZZO (Manzano) – Chiostro dell’Abbazia

PIERRE BENSUSAN (Francia)

"Nessun altro chitarrista ha gli stessi talenti di raffinatezza, accessibilità e gioiosità”: alle parole del mitico Leo Kottke si possono aggiungere quelle del grande Steve Vai che, parlando di Pierre bensusan dice che “il suo ascolto è un’esperienza rigeneratrice; oltre al tocco straordinario, le note e le melodie richiamano direttamente il lato più tenero della natura umana”. Dieci dischi alle spalle, è diciassettenne quando firma il primo contratto discografico e, un anno dopo, il suo primo album - Pres de Paris – si aggiudica il Grand Prix du Disque al debutto al festival di Montreux in Svizzera. Oggi, il nome di Pierre Bensusan è diventato sinonimo di ‘genio della chitarra acustica contemporanea’, molto prima che i termini New Age o World Music venissero inventati, e può essere riconosciuto come uno dei più eloquenti e variegati musicisti ‘world’ del nostro tempo. Nei suoi concerti solisti, che possono durare più ore, Bensusan mette insieme la musica di così tante terre e tempi della storia che farne una lista sarebbe troppo lungo, se non impossibile. E c’è molto di questo spirito su Altiplanos, il nuovissimo disco la cui title track è dedicata a Ingrid Bettencourt, la donna franco-colombiana sequestrata e tuttora nelle mani delle FARC. E c’è una storia dietro ogni canzone, ci sono dei sentimenti che nei suoi spettacoli Bensusan sa presentare con grazia e passione, col suo inconfondibile e affascinante modo di suonare la chitarra acustica, con un fingerstyle che l’ha reso tra i nomi più famosi del genere al mondo.

PIERRE BENSUSAN- chitarra


Info:

Folk Club Buttrio
Tel. 0432 . 853528
e-mail:
info@folkclubbuttrio.com

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